Comunita' Montana del Casentino - Provincia di Arezzo
RCC - Rete Civica del Casentino
Posizione nel sito: Home Page :: Servizio Agricoltura :: La Chianina

La Razza Chianina

chianina

E’ una razza antichissima allevata in Italia da più di 22 secoli; derivata secondo alcuni dal ”Bos Primigenius” (raffigurato nelle caverne preistoriche) di cui conserva ancora tracce dell’antica “groppa”, molto apprezzata dagli etruschi e dai romani: il bove chianino, grazie al suo candido manto, veniva usato nei cortei trionfali e per sacrifici alle divinità.
Autoctona della Val di Chiana, pianura dell’Italia centrale situata tra la Toscana e l’Umbria, dalla quale ha preso il nome, si è diffusa poi nelle colline e pianure di Arezzo, Siena, Pisa, Perugia, e Rieti e successivamente in Sud America, Australia, Canada e Stati Uniti.
Il carattere è nevrile e vivace con adattabilità ad ambienti vari e modeste condizioni alimentari.
Si riconosce per il manto bianco-porcellana e la pigmentazione del musello, mucose orali, nappa della coda, unghielli e punta delle corna; la testa è leggera, elegante con corna brevi, il tronco lungo e cilindrico con dorso e lombi larghi e gli arti più lunghi che nelle altre razze: è “il gigante” della specie, il bovino più grande del mondo (un toro ha raggiunto i 1.750 kg).
Alle caratteristiche di gigantismo somatico si affianca una rapidità di accrescimento, resistenza a condizioni ambientali difficili, facilità al parto e produzione di carni magre con eccellenti caratteristiche organolettiche; utilizzata un tempo soprattutto per il lavoro, la chianina è oggi considerata uno dei più pregiati produttori di carne nel mondo.

DISCIPLINARE DEL LIBRO GENEALOGICO

Finalità della selezione:

La selezione dei bovini di razza Chinina ha lo scopo di produrre soggetti con spiccata attitudine alla produzione della carne (notevole velocità di accrescimento, precocità e resa alla macellazione) con ottime caratteristiche bromatologiche (bromatologia = scienza dell’ alimentazione che studia la natura chimica, il valore nutritivo, la conservazione, le alterazioni delle sostanze alimentari) ed organolettiche, salvaguardando la capacità di adattamento a sistemi di allevamento pascolativi e la buona attitudine materna con particolare riguardo alla produzione lattea.
Una volta definiti la conformazione, il tipo e i caratteri morfologici della razza si passa alla valutazione morfologica che viene effettuata dagli Esperti di Razza a ciò abilitati dall’A.N.A.B.I.C. (Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne).
Si distinguono:
- Le valutazioni ordinarie ed obbligatorie, effettuate ogni anno e che interessano:

  1. le bovine da iscrivere al Registro Genealogico Vacche;
  2. le bovine di ascendenza sconosciuta non ancora valutate;
  3. i riproduttori maschi da iscrivere al Registro Genealogico Tori.

Marcatura:

Non oltre il 7° giorno dal parto o aborto di una bovina iscritta, l’allevatore è tenuto a riempire un modulo e il personale del Libro Genealogico marca il vitello entro tre mesi dalla nascita, e non oltre l’8° mese di età nel caso i nati siano allo stato brado. Quindi avremo registrato il giorno della marcatura, il nome e il numero di matricola assegnato al soggetto, la sigla della provincia, oppure il motivo della non effettuata marcatura.

Requisiti per l’iscrizione al Libro Genealogico:

Registro Genealogico del Giovane Bestiame:

In questo vengono iscritti alla nascita tutti i vitelli sia maschi che femmine nati da padre iscritto al Registro Genealogico Tori e da madre iscritta al Registro Genealogico Vacche o al Registro Genealogico Supplementare Vacche; per ogni soggetto devono essere registrate le caratteristiche di parto e il peso alla nascita.

Registro Genealogico Tori:

In questo vengono iscritti i maschi provenienti dal Registro Genealogico del Giovane Bestiame con almeno due generazioni di ascendenti iscritti al Libro Genealogico, età minima mesi 10, in possesso del certificato di parentela, accertamenti del cariotipo e figli di bovine iscritte al Registro Genealogico Vacche o al Registro Genealogico Supplementare Vacche con almeno 82 punti ed il primo parto entro il 36° mese di età.
La sezione A comprende i soggetti da destinarsi all’Inseminazione Artificiale che devono essere testati ed approvati in prova di performance presso il Centro Genetico dell’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne secondo quanto stabilito dal Disciplinare per il controllo in stazione.
La sezione B comprende i soggetti da destinarsi alla Monta Naturale che devono avere almeno 82 punti alla valutazione morfologica.

Registro Genealogico Vacche:

Vi sono iscritte le vacche provenienti dal Registro Genealogico del Giovane Bestiame che hanno partorito almeno una volta, con almeno due generazioni di ascendenti iscritti al Libro Genealogico e valutazione morfologica non inferiore a 75 punti.

Registro Genealogico Supplementare Vacche:

Vi sono iscritte le vacche che hanno partorito almeno una volta, con ascendenti sconosciuti o figlie di vacche con ascendenti sconosciuti e valutazione morfologica non inferiore a 75 punti.

IGP (Indicazione Geografica Protetta)

vitellone bianco appennino centrale - igp, indicazione geografica protetta

L’indicazione Geografica Protetta – IGP – “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” è l’unico marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla Comunità Europea per l’Italia. I bovini utilizzati per la produzione delle carni devono rispondere alle condizioni ed ai requisiti stabiliti da un apposito disciplinare approvato secondo le norme previste dal regolamento CE 2081/92.
In particolare la carne “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” è prodotta da bovini, maschi e femmine, Chianina, Marchigiana, e Romagnola di età compresa tra i 12 e 24 mesi.
Il bestiame deve essere nato in Italia in allevamenti iscritti al Libro Genealogico Nazionale al fine di consentire la verifica in purezza della razza.
Il Disciplinare prevede che gli animali siano allattati naturalmente fino allo svezzamento, successivamente la base alimentare deve essere rappresentata da foraggi freschi o conservati provenienti da coltivazioni erbacee tipiche della zona di allevamento (Appennino Centrale), dove deve avvenire l’ingrasso e la macellazione.
Il bestiame viene ispezionato dal Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane (C.C.B.I.) con funzioni di tutela e diffusione del marchio.
Gli esperti marchiano a fuoco le carni “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” per garantire il riconoscimento durante tutte le fasi di distribuzione. La carne è posta in vendita in punti convenzionati, che devono mantenere separata la carne di “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” dalle altre, sottoponendosi ad altri controlli. Solo tali punti vendita possono esporre il marchio “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”.
Il Documento di Controllo consente la rintracciabilità dell’animale dal quale provengono le carni ed ogni punto vendita deve esporne una copia per rendere accessibili le informazioni ai consumatori.
La vigilanza del disciplinare è svolta dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, che ha individuato un Ente terzo di controllo: Il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.

*