Comunita' Montana del Casentino - Provincia di Arezzo
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[DATA: 18/12/2012]
 
L’UNIONE INTERVIENE SULL’ATTIVITA’ DI BONIFICA
In Casentino, come gran parte della Toscana, nello scorso mese di Novembre e Dicembre si sono abbattute abbondanti piogge, che hanno provocato grosse e prolungate piene dei corsi d’acqua. A differenza di altre zone della Toscana, il Casentino non ha subìto gravi danni questo grazie anche agli interventi eseguiti dalla Comunità Montana ora dall’Unione dei Comuni, nei fossi e nei torrenti che facilitano il deflusso delle acque che scorrono indisturbate nel loro letto, senza creare problemi al territorio e a chi ci abita. Proprio in questo consiste l’attività di bonifica che l’Unione dei Comuni svolge nei corsi d’acqua principali del reticolo idrografico, che ha in manutenzione su delega della Regione, su un’estensione di 88mila ettari, ad eccezione dell’Arno di cui si occupa la Provincia di Arezzo. L’Unione svolge l’attività anche nei territori dei Comuni non facenti parte dell’Unione in quanto la difesa del suolo e i corsi d’acqua, prescindono dai confini amministrativi.

Il contributo di bonifica, dovuto per legge e pagato da tutti i proprietari dei terreni e dei fabbricati che ricadono all’interno del comprensorio, è destinato a finanziare questi importanti interventi di manutenzione. Nei torrenti del Casentino è presente un enorme patrimonio di opere idrauliche, che sono strutture vitali per la sicurezza idrogeologica del nostro territorio. Si pensi che le briglie censite sono oltre 1.300 e alcune di queste risalgono addirittura agli anni 30. La Comunità Montana del Casentino, ora Unione dei Comuni, provvede ormai da oltre 30 anni alla loro manutenzione, conservazione e ricostruzione, nonché alla realizzazione di nuove opere, sempre allo scopo di prevenire i dissesti quali le frane e le alluvioni.
“Purtroppo l’attività di bonifica - interviene l’Assessore dell’Unione Paolo Renzetti - ha poca visibilità in quanto spesso consiste in tanti piccoli interventi dentro i corsi d’acqua, in zone di montagna, fuori dalla vista dei centri abitati, sono quelli che ci consentono di mitigare i potenziali gravi danni al territorio. E’ di fondamentale importanza svolgere questa attività di difesa del suolo con continuità, giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza mai abbassare la guardia, con lo scopo di ridurre il rischio idrogeologico, a cui un territorio montano come il Casentino, per sua natura, sarà sempre sottoposto. L’attività di bonifica e difesa del suolo qualcuno la deve pur fare… e i territori che ne beneficiano la devono sostenere, anche economicamente! L’Unione dei Comuni del Casentino - continua Renzetti - sta lavorando su di un comprensorio che include anche una parte di territorio del Comune di Arezzo, provvedendo alla manutenzione dei corsi d’acqua; è per questo motivo che i proprietari degli immobili ricadenti anche in quell’area sono chiamati a pagare il proprio contributo. Va detto inoltre che la corretta manutenzione dei corsi d’acqua di montagna contribuisce fortemente alla salvaguardia dei territori posti a valle, quindi l’attività di bonifica e di difesa del suolo è imprescindibile, indipendentemente da chi la esercita. Nel caso della gestione da parte delle Unioni dei Comuni, i costi della politica sono azzerati, i contributi pagati dai cittadini sono utilizzati esclusivamente per effettuare le opere e per il personale che ci lavora. Il 13 dicembre la 2° e la 6° commissione consiliare della Regione Toscana, hanno approvato la nuova proposta di legge sul riordino della bonifica in Toscana che prevede la gestione della materia in capo ai Consorzi, già previsti da legge nazionale, riducendone però il numero da 13 attuali a 6, i quali Si dovranno avvalere delle Unioni dei Comuni per la gestione della bonifica nella aree montane”.
Silvia Pecorini
(inserito il: 18-12-2012 11:50:59)
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