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[DATA: 09/01/2013]
 
Unione dei Comuni del Casentino – Servizio CRED
Nell’ambito delle iniziative dell’Ecomuseo (collana CONOSCERE IL PATRIMONIO)

con il sostegno di Regione Toscana (Settore Musei ed Ecomusei), Provincia di Arezzo e Banca Etruria,
in collaborazione con LA LEGGERA Associazione Culturale Centro di Ricerca e Documentazione
della Cultura Orale

Sabato 12 gennaio 2013
ore 16,00 - Salone dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino
Via Roma 203, Ponte a Poppi (AR)

Sono lieti di presentare la pubblicazione

E’ quella d’anno se la conoscete
Tradizioni rituali itineranti in Casentino
A cura di Marco Magistrali

Intervengono:

Luca Santini, presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino
Ivano Versari, assessore all’Ecomuseo e al Turismo dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino
Mario Spiganti, responsabile servizio CRED Unione dei Comuni Montani del Casentino
Andrea Rossi, coordinatore dell’Ecomuseo del Casentino, Unione dei Comuni Montani del Casentino
Sandra Becucci, membro del comitato scientifico dell’Ecomuseo del Casentino
Fabio Mugnaini, Università degli Studi di Siena
Filippo Marranci, Centro di Ricerca e di Documentazione della Cultura Orale, Rufina (FI)
Marco Magistrali, autore della pubblicazione

Saranno presenti all’iniziativa anche alcuni cantori delle comunità coinvolte


Informazioni
Unione dei Comuni Montani del Casentino
Servizio CRED/Mediateca/Ecomuseo 0575-507277-72


SINOSSI
Nello svolgersi di un percorso costituito da testo con cd audio vengono raccontate e descritte alcune tradizioni vive oggi in Casentino, territorio corrispondente alla prima valle dell’Arno in provincia di Arezzo. Si tratta di forme di questua augurale, con scambio materiale e simbolico, che prevedono un'azione cerimoniale, cantata, suonata o drammatizzata in occasione della vigilia dell'Epifania o del Primo Maggio. Concentrandosi su alcune esperienze contemporanee scandite in appuntamenti annuali legati al calendario ed ereditate dai propri anziani emergono le comunità fatte di uomini, di donne, di bambini e attraversate dai legami simbolici che nascono e che si sviluppano tra loro. Si parla di “veglie” speciali in cui si intonano i canti in grado di “illuminare” il buio e vi si mostra una cultura dell'intangibile permeata da prodigiose capacità poetiche, in cui il gesto, il suono e la parola si intrecciano sapientemente. Il percorso sonoro del c.d. contiene 27 tracce audio registrate “sul campo” negli ultimi dieci anni e tocca i paesi di Badia Prataglia, Bibbiena, Montemignaio, Cetica, Vallesanta.


INTRODUZIONE

Racconteremo nello svolgersi del testo alcune forme di questua augurale, con scambio materiale e simbolico, che prevedono un’azione cerimoniale, cantata, suonata o drammatizzata, dunque una tipologia di performance. In particolare ci occuperemo di alcune forme tradizionali facenti parte di quella tipologia indicata da Pietro Clemente con l’espressione “azioni di scambio cerimoniale itineranti”1 concentrandoci su esperienze contemporanee che coinvolgono le persone appartenenti ad alcuni paesi del Casentino, scandite in appuntamenti annuali legati al calendario ed ereditate dai propri anziani. Per questo faremo riferimento nei prossimi capitoli anche a testimonianze che riguardano il modo che in passato ha caratterizzato queste pratiche sociali a carattere rituale. Ma soprattutto ci interessa soffermarci sulle motivazioni che portano oggi alcuni individui nelle comunità ad organizzarsi in gruppo, spendere tempo ed energie attorno a pratiche culturali consegnategli dal passato. Alcuni significati profondi attribuiti a queste pratiche sono, evidentemente, ancora condivisi da una parte dei membri delle comunità e radicati nella propria struttura interpretativa del mondo, cosa che rende dunque vitali queste modalità atte a ritrovare sé stessi dentro al gruppo. Le tipologie di queste esperienze sono tante e diversificate, ma ciò che le accomuna è proprio il fatto che ci siano delle persone che sentono oggi attuali e presenti queste espressioni antiche delle relazioni tra gli uomini e vi dedichino tempo ed energie. Le tradizioni di questua rituale hanno una diffusione ampia in tutta l’area europea e, seppur con grande diversificazione nei tratti che caratterizzano ogni singola manifestazione, si presentano in prevalenza connesse alle occasioni festive dell’anno, invernali e primaverili2. In un’opera estremamente importante per chi si occupa delle feste legate ai cicli stagionali, ovvero “Le origini del teatro italiano”, Paolo Toschi collega lo sviluppo del teatro comico alle feste di fine inverno e quello del teatro epico a quelle primaverili di maggio. Proprio attorno a questi due periodi dell’anno ruotano le tradizioni trattate nei capitoli successivi di questa pubblicazione, in particolare sono due appuntamenti notturni, l’uno alla vigilia dell’Epifania e l’altro nella notte tra il Trenta Aprile e il Primo di Maggio, che si affermano come scansione cadenzata e fondamentale per la vita culturale e sociale delle comunità dell’Appennino.

Ufficio stampa Unione dei Comuni Montani del Casentino
Silvia Pecorini
(inserito il: 09-01-2013 13:11:40)
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